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Sagra del KM0 al Museo Audiovisivo della Resistenza In evidenza

A Fosdinovo, il 24-25-26 giugno

 


"Siamo quello che mangiamo", ha detto il filosofo tedesco Feuerbach, ma senza conoscere da vicino di cosa effettivamente ci nutriamo non solo si inaridisce il rapporto intimo tra uomo e natura, ma si perdono di vista storie, competenze, professionalità, riducendole a prodotto finale, valutato esclusivamente sulla base del prezzo. Con la globalizzazione c'è stata anche una standarizzazione dei prodotti e del gusto: oggi prevalgono i meccanismi della grande distribuzione organizzata, tutta tesa ad inseguire prezzi sempre più vantaggiosi a discapito spesso della qualità, oltre che della tipicità. Nella nostra epoca viviamo il paradosso di mettere sulle nostre tavole una bottiglia d'acqua proveniente da una fonte a centinaia di chilometri, di mangiare carne che attraversa cinque o sei nazioni o di mangiare frutta proveniente da un altro continente, trascurando del tutto quelle filiere di qualità a corto raggio che abbiamo sotto gli occhi o, meglio, sotto il palato. Viene quindi spontaneo domandarsi: non è possibile un altro modello di sviluppo? Possiamo contribuire a cambiare questa situazione facendo altre scelte in fatto di alimentazione? Perché non iniziare a valorizzare la straordinaria ricchezza di prodotti locali, incentivando i produttori e filiere a chilometro zero?  

Archivi della Resistenza ha provato a dare una risposta a questi interrogativi, inventando una iniziativa del tutto nuova. Il 24, 25 e 26 giugno si svolgerà al circolo culturale enogastronomico presso il Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (MS), la prima Sagra del km0 a cura di Archivi della Resistenza. L'iniziativa oltre a dare spazio ai produttori locali utilizzando le loro produzioni per il menù, servirà a finanziare l'associazione e il festival "Fino al cuore della rivolta" che si terrà dal 5 al 9 e dal 13 al 15 agosto. La cena sarà a partire dalle 20 (prenotazione consigliata) e domenica si raddoppia con un pranzo dalle 12.30. Il menu (tutto rigorosamente a Km0) avrà un prezzo fisso di 25 euro (20 euro studenti e precari), e comprenderà aperitivo con succo di pomi rodei, antipasto di sgabei con taglieri di salumi lunigianesi, formaggi ovini e caprini e verdure, un primo a scelta (tris di testaroli con farine di grani antichi, gnocchi di patate, lasagnette di boraggine con ragù), un secondo a scelta (coniglio alla ligure, pollo alla cacciatora, capra in umido con polenta, parmigiana di zucchine e di melanzane), dolce, vini locali, caffè e l'immancabile Amaro Partigiano.

Ogni cinque prenotazioni in omaggio una bottiglia di una etichetta locale. Nella giornata di domenica 26 a partire dalle ore 10 sono stati invitati i produttori del territorio a fare un mercatino nei pressi del museo con le loro esposizioni, in cui sarà possibile comprare e conoscere da vicino le produzioni a km0, parte delle quali già degustate nel menù. L'idea che sostiene il progetto è quella di dare spazio ad aziende con cui solitamente il circolo enogastronomico collabora per le sue iniziative gastronomiche, evidenziando la sostenibilità delle produzioni locali, sia in termini ecologici che economici, come alternativa alle lunghe filiere della grande distribuzione che spesso fanno dello sfruttamento e di pratiche antiecologiche (uso diserbanti e pesticidi, ad esempio) la leva per un abbattimento drastico dei costi.

Per questo ognuna delle preparazioni per il menu farà uso di prodotti locali, dall'antipasto ai dolci, dal vino alla birra. Verrà ad esempio utilizzata la farina di grani antichi e coltivati localmente per gli sgabei e testaroli, il formaggio di pecora del pastore  a pascolare il gregge alle Prade (in questo caso si direbbe a metro zero!), ci sarà anche il formaggio di capra, la scelta dei salumi rispecchierà la grande tradizione della norcineria lunigianese e non mancherà il lardo di Colonnata, le cipolle di Treschetto e tante verdure dei produttori locali. Menzione particolare per le patate delle Prade, prodotte direttamente a pochi metri dal Museo e che saranno la base per gli gnocchi. Il basilico per il pesto con cui condire i testaroli viene dalla piana di Marinella, la borragine per le lasagnette verdi dai campi limitrofi, tutte le verdure utilizzate (ad esempio per immancabili le torte di verdura) da aziende agricole della Val di Magra e della Lunigiana; così come la frutta necessaria per i dolci, la farina di castagne, il miele. Anche la carne per il coniglio, il pollo e la capra vengono da allevamenti locali. Molti i produttori di vino che hanno aderito all'iniziativa con una selezione di rossi e degli ottimi vermentini, alcune etichette sono anche con certificazione biologica. Tutte le bibite saranno a Km0, come il succo di pomi rodei e la birra artigianale

Nella tre giorni dell'evento verranno inoltre presentati tre libri, uno per ogni giornata, alle ore 18.00. Inizieremo venerdì 24 giugno con il volume a cura di Daniela Cassini e Sarah Clarke, "Lina. Partigiana e letterata, amica del giovane Calvino. Lettere, poesie e scritti di Lina Meiffret", pubblicato dall'Istituto Storico della Resistenza d'Imperia. Oltre alle autrici interviene anche Nicola Caprioni del Circolo Pertini di Sarzana, co realizzatore dell'iniziativa. Sabato 25 giugno sarà la volta di un libro di straordinario successo e che coniuga il tema del cibo con quello della Resistenza: "Partigiani a tavola. Storie di cibo resistente e ricette di libertà", pubblicato da Fausto Lupetti editore e scritto da Elisabetta Salvini e Lorena Carrara, che saranno presenti all'iniziativa. Domenica 26 giugno, infine, sarà la volta di Giuseppe Chiappini con la nuova edizione del suo "Antifascisti della Lunigiana nella Guerra Civile Spagnola 1936-1939. Profili biografici" (nuova edizione). Insieme all'autore ed editore, interviene Paolo Bissoli (Presidente dell'Istituto Storico della Resistenza Italiana).
L'illustrazione del manifesto è stata realizzata per l'occasione da Sofia Figliè.


Info e prenotazioni al 3290099418 o 3281026728

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