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Sant’Antonio Maria Gianelli: la Val di Vara festeggia il suo patrono In evidenza

Alle celebrazioni hanno partecipato numerosi sindaci e autorità di tutta la valle.

Grande partecipazione di popolo alla Cerreta di Carro per la festa di Sant’Antonio Maria Gianelli, patrono della Val di Vara. Alle celebrazioni hanno partecipato numerosi sindaci e autorità di tutta la valle.
Ieri era anche la ricorrenza dell’Ascensione al cielo di Gesù, e il vescovo Luigi Ernesto Palletti, che ha celebrato la S. Messa pomeridiana, non ha mancato di sottolineare la coincidenza dei «due grandi eventi, che riguardano il maestro, Gesù, e il discepolo, Gianelli». Il fattore che li accomuna è «il cammino del popolo di Dio». «Gesù, nostro unico redentore, si fa uomo per noi, compie il mistero di Dio, e, ascendendo al cielo, fa sì che scenda su di noi lo Spirito di Dio, perché l'opera compiuta della redenzione si diffonda fino ai confini della terra».
«A Pasqua, Gesù risorge. A Pentecoste viene donato lo Spirito ai suoi discepoli. Tra i due eventi, c’è l’Ascensione, che rappresenta il nostro futuro». Ascensione “al Padre mio e nostro”, sottolinea Gesù. Egli porta «la nostra umanità nello spirito di Dio, che é lo scopo per cui siamo stati creati».

«L’Ascensione è un mistero compiuto per noi, perchè Gesù dice di andare a preparare un posto. La glorificazione di Gesù è il mistero del nostro futuro. O arriviamo lì, o abbiamo fallito il nostro obiettivo. Dobbiamo quindi compiere un cammino, personale e come popolo di Dio. La fede non è intimistica, ma pubblica. E ogni battezzato é anche missionario».
«Camminiamo come discepoli del Signore Gesù, ma anche col grande dono del pastore. Giannelli ha speso la sua vita perché il popolo giunga dove Gesù lo ha preceduto. E’ il mistero di chi ci aiuta a camminare come discepoli del Signore. Chiediamo santi pastori come dono dell'Ascensione, per intercessione di S. Antonio Gianelli».
Al termine della Messa, i presenti hanno partecipato alla processione, allietata dalla banda di Sesta Godano, che ha portato la statua del Gianelli fino alla casa delle suore dell’ordine da lui fondato. La processione è poi tornata al santuario lungo la strada montana, tra gli splendidi scenari della primavera avanzata.

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